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S.Messa al Sacro Cuore con don Alessandro Basso

Una giornata di particolare festa è stata vissuta nella Parrocchia del Sacro Cuore domenica 12 luglio quando don Alessandro Basso, ordinato sacerdote da solo una settimana, ha celebrato la S.Messa per la nostra comunità parrocchiale. Nonostante il caldo di questi giorni, numerosi sono stati coloro che hanno partecipato alla celebrazione che è diventata anche occasione per ringraziare e salutare don Alessandro che a settembre avrà un nuovo incarico.

La S. Messa è stata animata in particolar modo dagli animatori dell’oratorio che hanno espresso la loro gratitudine per la sua presenza costante e la bella testimonianza di fede di questi due anni. I ricordi delle esperienze vissute insieme in questi due anni si fanno strada e sono custoditi nella memoria, soprattutto nel cuore di ognuno, lasciando anche il passo al futuro, all’impegno che dovrà continuare per il bene dei ragazzi e dei giovani che frequentano il nostro oratorio.

Un grazie particolare a chi ha curato questa celebrazione, al coro Parrocchiale, alle FMA che hanno partecipato, alla Pastorale Giovanile diocesana rappresentata da alcuni giovani: segni, questi ultimi, di un proficuo legame instaurato e che auspichiamo possa continuare!

Auguri don Alessandro per il tuo cammino accanto e per i giovani!

#Ma(r)ychallenge: per tutti i ragazzi del catechismo

#Ma(r)ychallenge è l’iniziativa che accompagnerà il cammino dei ragazzi del catechismo in questo insolito mese mariano. Attraverso semplici “sfide” settimanali, con l’aiuto del prezioso materiale proposto dalla Pastorale Giovanile Ispettoriale, i nostri ragazzi (e perché no anche i genitori!) proveranno a riflettere sulla figura di Maria e a rinnovare la devozione a Maria che fra poco festeggeremo con il titolo di Ausiliatrice.

SFIDA 2 #Ma(r)ychallenge

 

SFIDA 3 #Ma(r)ychallenge

SFIDA 4 #Ma(r)ychallenge

Prime comunioni 2019

Nelle parrocchie della Comunità Pastorale 18 della Diocesi i bambini della classe quarta elementare hanno vissuto la loro prima comunione. Iniziando le prove, il parroco e le catechiste hanno ricordato che questa celebrazione diventa l’occasione per tutti per ricordare e rinnovare il significato profondo di questo rito: la comunione eucaristica, e cioè mangiare quel pane che è Gesù stesso, e che racchiude la sua vita, che fa diventare la nostra come la sua e la sua come la nostra.

La parola “comunione” non rimanda solo al gesto materiale di “mangiare l’ostia”, ma orienta a tutto uno stile di vita e di fede.

Quanto al termine “prima” non sembra corretto pensare solo ad un ordine cronologico, perché occorre fare riferimento a un significato di valore. Con Cristo abbiamo la prima comunione, cioè il principale legame che può far sì che la vita, in qualsiasi situazione si trovi, porti un frutto abbondante di bene e di amore che rende gloria a Dio, più di qualsiasi edificio, statua o offerta materiale.

Ogni cristiano, anche dopo tanti anni dalla prima volta che ha “mangiato l’ostia”, è chiamato a fare la prima comunione, a coltivare quel legame primario e fondamentale che permette all’amore di Dio di scorrere dentro la nostra vita e renderla fruttuosa per il mondo.

Via Crucis con i gruppi della Catechesi

Una Via Crucis dialogata tra i bambini e i loro genitori quella proposta dalle catechiste la sera del 5 aprile a bambini e ragazzi.
Sei tappe in compagnia di un cubo sulle cui facce ogni partecipante ha potuto applicare la scena raffigurante il mistero che, ad ogni fermata, veniva proposto alla meditazione.

Lavarsi le mani come Pilato, fissare su cartellone post it colorati, introdurre nel gruppo l’icona di Maria, donare qualche alimento da destinare a chi non sta così bene come noi, innalzare una croce e introdurre la sagoma di un angelo sono stati gesti significativi che hanno aiutato a percepire maggiormente il messaggio proposto alla riflessione dei singoli.
Canti appropriati, proposti dal coro, hanno favorito la creazione del clima di preghiera e di meditazione necessario per favorire la partecipazione personale e convinta al rito.

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